Come investire in un progetto

 

Investire sui progetti del portale ItalyFunding è facile!

  1. Registra un nuovo account come investitore su ItalyFunding partendo da questa pagina ed utilizzando il link che segue.
  2. Scegli il progetto che ti interessa e decidi quanto investire.
  3. Completa tutti i dati, sottoscrivi il contratto e compila il questionario MiFID.
  4. Effettua l'ordine.
  5. Esegui il bonifico.
  6. Segui l'avanzamento del progetto accedendo alla tua area riservata.

 

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Informazioni per l'investitore

Indice degli argomenti trattati in approfondimento:

 

Investor education

Le informazioni riguardanti gli investimenti tramite portali on line sono consultabili nella sezione Investor education del sito istituzionale Consob.

Il rischio di perdita del capitale

La disciplina italiana sull'equity crowdfunding consente di sottoscrivere soltanto strumenti di capitale.

Tali investimenti sono molto rischiosi, perché con la sottoscrizione di quote del capitale si diventa soci delle società emittenti partecipando per intero al rischio d'impresa. È pertanto possibile che l'investitore perda l'intero capitale investito.

È quindi opportuno investire in equity crowdfunding soltanto una minima parte del proprio patrimonio in modo tale che gli investimenti in attività finanziarie ad alto rischio siano adeguatamente rapportati alle proprie disponibilità finanziarie ed in ogni caso investire soltanto le somme per le quali si ritiene di poter sostenere la totale perdita.

Il rischio di illiquidità

Oltre al rischio di perdita dell'intero capitale investito, vi è anche il rischio di "illiquidità" collegato al fatto che non esiste un mercato organizzato, sul quale si possano proporre in vendita le quote detenute, una volta che esse siano state sottoscritte.

Divieto di ditribuzione degli utili

È intuitivo che per una start-up sia difficile nei primi anni di vita produrre utili da distribuire ai soci. Per la società costituita in forma di start-up innovativa (art.25, comma 2, lett. e) decreto crescita bis) vige comunque il divieto di distribuire utili almeno per tutti i periodi in cui si mantiene lo status di start-up innovativa (periodo avente durata massima di 5 anni dalla iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese).

Tale vincolo, unito alla caratteristica di illiquidità del titolo, comporta che chi investe in start-up innovative potrà ottenere eventuali benefici economici quasi esclusivamente nel medio-lungo termine.

Benefici fiscali

L'investimento in start-up o PMI innovative consente il godimento di benefici fiscali.

L'investitore persona fisica che sottoscrive quote del capitale sociale di start-up innovativa o PMI innovativa, avrà diritto ad una detrazione dall'imposta IRPEF pari al 30% della somma investita, se persona fisica, mentre, se persona giuridica, avrà diritto ad una deduzione dal reddito imponibile ai fini IRES pari, anch'essa, al 30% della somma investita. Tale beneficio decade qualora l'investitore liquidi l'investimento prima dei tre anni.

Nel caso di persona fisica il valore massimo dell'investimento detraibile è pari a € 1.000.000 e, nel caso in cui la detrazione superi l'ammontare dell'imposta lorda, l'eccedenza può essere portata in detrazione dalle imposte sui redditi dei periodi successivi, non oltre il 3°.

Nel caso di persona giuridica invece il valore massimo dell'investimento deducibile è pari a € 1.800.000.

Gli incentivi valgono sia in caso di investimenti diretti sia in caso di investimenti indiretti per il tramite di OICR e altre società che investono prevalentemente in questa tipologia di impresa.

Deroghe al diritto societario previsto per start-up e PMI innovative

Il D.L. 179 del 18/10/2012 prevede alcune deroghe al diritto societario e fallimentare e una riduzione degli oneri per l'avvio, per le start-up e PMI innovative quali:

  1. in deroga a quanto previsto dagli artt. 2446 comma 2 e 2482-bis comma 4 del Codice civile, in caso di perdite, il termine entro il quale deve essere ridotto il capitale sociale delle start-up innovative può essere posticipato al secondo esercizio successivo; inoltre, qualora alla perdita consegua la riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale, in alternativa all'immediata riduzione del capitale ed al contemporaneo aumento del medesimo a una cifra non inferiore al minimo legale prevista dagli artt. 2447 e 2482-ter Codice civile, l'assemblea convocata indugio dagli amministratori potrà decidere di rinviare tali decisioni alla chiusura dell'esercizio successivo e pertanto fino alla chiusura di tale esercizio non opera la causa legale di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale di cui agli artt. 2484 comma 1, punto n. 4) e art. 2545-duodecies Codice civile;
  2. in deroga a quanto previsto dall'art. 2468, commi 2 e 3 Codice civile, l'atto costitutivo della PMI (e quindi anche della start-up innovativa) costituita in forma di società a responsabilità limitata può creare categorie di quote fornite di diritti diversi e liberamente determinarne il contenuto;
  3. anche in deroga all'art. 2479 comma 8 Codice civile, la PMI (e quindi anche della start-up innovativa) può creare categorie di quote che non attribuiscono diritti di voto o che attribuiscono al socio diritti di voto in misura non proporzionale alla partecipazione da questi detenuta ovvero diritti di voto limitati a particolari argomenti o subordinati al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative;
  4. in deroga a quanto previsto dall'art. 2468, comma 1 Codice civile, le quote di partecipazione in PMI (e quindi anche start-up innovative) costituite in forma di società a responsabilità limitata possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso i portali di equity crowdfunding, nei limiti previsti dalle leggi speciali;
  5. nelle PMI (e quindi anche start-up innovative) costituite in forma di società a responsabilità limitata, il divieto di operazioni sulle proprie partecipazioni stabilito dall'art. 2474 Codice civile non trova applicazione qualora l'operazione sia compiuta in attuazione di piani di incentivazione, che prevedano l'assegnazione di quote di partecipazione a dipendenti, collaboratori o componenti dell'organo amministrativo, prestatori di opera e servizi anche professionali;
  6. l'atto costitutivo delle PMI (e quindi anche start-up innovative) può altresì prevedere, a seguito dell'apporto da parte dei soci o di terzi anche di opera o servizi, l'emissione di strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nelle decisioni dei soci ai sensi degli artt. 2479 e 2479-bis Codice civile;
  7. le start-up innovative sono esonerate dal pagamento dell'imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel Registro delle Imprese, nonché dal pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle Camere di Commercio (l'esenzione è dipendente dal mantenimento dei requisiti previsti dalla Legge per l'acquisizione della qualifica di start-up/PMI innovativa e dura comunque non oltre il quinto anno di iscrizione);
  8. le start-up/PMI innovative non sono soggetto al fallimento nè alle altre procedure concorsuali, mentre possono accedere alle procedure di riorganizzazione del debito e di liquidazione del patrimonio previste dal capo II della L. n. 3/2012.

Contenuto tipico di un business plan

Le start-up innovative e PMI innovative che intendono presentare un'offerta attraverso portali di equity crowdfunding devono presentare il business plan del progetto imprenditoriale alla base dell'offerta. La legge richiede che il portale informi gli investitori sugli elementi che un tipico businness plan redatto secondo buona prassi debba contenere.

Un elenco può essere il seguente:

  • presentazione del progetto d'impresa, contenente la descrizione sommaria del progetto imprenditoriale;
  • descrizione dell'impresa nonché dell'imprenditore e del management (esperienze pregresse e ruolo nel progetto);
  • formulazione del piano di marketing, con analisi del mercato di riferimento dell'iniziativa, caratteristiche della concorrenza, punti di forza e debolezza dell'impresa e posizione competitiva, obiettivi di business;
  • descrizione della fattibilità tecnica del progetto con riferimento in particolare al processo produttivo, alle eventuali autorizzazioni amministrative ed ambientali, alla necessità di investimenti ed alla organizzazione commerciale (piano di marketing e di comunicazione pubblicitaria);
  • formulazione del piano degli investimenti e dei relativi costi;
  • formulazione del Bilancio di previsione, suddiviso in Conto economico di previsione, Piano finanziario di previsione, dal quale emerga la fattibilità economico-finanziaria con l'indicazione del fabbisogno finanziario complessivo e del necessario collegamento con la proposta per gli investitori circa l'apporto complessivamente richiesto di nuove risorse finanziarie e Stato patrimoniale di previsione.
  • valutazione complessiva del Progetto con indicatori annuali di misurazione delle prestazioni aziendali assunti a bench mark in particolare con informazioni sulla redditività attesa dell'investimento;
  • valutazione degli scenari base utilizzati per la redazione del business plan ed analisi di sensitività e individuazione dei fattori critici di successo;
  • valutazione del rischio del complessivo progetto di impresa e sui fattori di rischio che possono influenzarla negativamente, partendo da ipotesi realistiche e prudenziali.

Contenuto del regolamento e dello statuto di un O.I.C.R.

Il termine OICR sta per "Organismo di investimento collettivo del risparmio": trattasi di un intermediario finanziario che investe in strumenti finanziari o in altre attività il denaro raccolto tra il pubblico dei risparmiatori.

Il Regolamento della Consob impone ai gestori dei Portali on-line di equity crowdfunding di indicare il contenuto del regolamento e dello statuto di un OICR.

Ciò in quanto gli OICR che investono prevalentemente in start-up innovative e PMI innovative possono utilizzare l'equity crowdfunding.

Il Regolamento di un OICR descrive le regole cui esso si deve attenere nello svolgimento della propria attività. In esso sono riportati gli scopi del fondo di investimento, la politica di investimento, la durata del periodo di investimento e la durata del fondo, le modalità del calcolo del valore delle quote del fondo, la banca depositaria, nonché le regole di funzionamento del fondo stesso.

In particolare, l'art. 37 del Testo Unico della Finanza, con specifico riferimento ai fondi comuni di investimento, indica quanto segue:

“1. Il regolamento di ciascun fondo comune di investimento definisce le caratteristiche del fondo, ne disciplina il funzionamento, indica il gestore e il depositario, definisce la ripartizione dei compiti tra tali soggetti, regola i rapporti intercorrenti tra tali soggetti e i partecipanti al fondo.

2. Il regolamento stabilisce in particolare:

a) la denominazione e la durata del fondo;

b) le modalità di partecipazione al fondo, i termini e le modalità dell'emissione ed estinzione dei certificati e della sottoscrizione e del rimborso delle quote nonché le modalità di liquidazione del fondo;

c) gli organi competenti per la scelta degli investimenti e i criteri di ripartizione degli investimenti medesimi;

d) il tipo di beni, di strumenti finanziari e di altri valori in cui è possibile investire il patrimonio del fondo;

e) i criteri relativi alla determinazione dei proventi e dei risultati della gestione nonché le eventuali modalità di ripartizione e distribuzione dei medesimi;

f) le spese a carico del fondo e quelle a carico della società di gestione del risparmio;

g) la misura o i criteri di determinazione delle provvigioni spettanti alla società di gestione del risparmio e degli oneri a carico dei partecipanti;

h) le modalità di pubblicità del valore delle quote di partecipazione;

i) se il fondo è un fondo feeder.

[...]”

Ulteriormente, il Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio di cui al provvedimento della Banca d'Italia del 19 gennaio 2015, al Titolo V, Capitolo I, fissa i "criteri generali e contenuto minimo del regolamento di gestione dei fondi comuni di investimento", a cui si rimanda, e dispone che agli stessi principi di redazione deve attenersi anche lo statuto di un OICR, nonché di una SICAF o di una SICAV, che sono gli altri due tipi di organismi previsti nel nostro Ordinamento assieme ai fondi comuni di investimento.

Diritto di recesso

Si ricorda che all'investitore che non sia professionale, ai sensi dell'art.13, comma 5, del Regolamento Consob adottato con delibera n.18592 del 26 giugno 2013 e successive modifiche ed integrazioni, spetta il diritto di recedere, anche immotivatamente, dal presente ordine di adesione, senza alcuna spesa, tramite comunicazione telematica all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., entro sette giorni decorrenti dalla data dell'ordine stesso.

 

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